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4 – La geometria del suono

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Riverberazione: è il perdurare di un suono all’interno di uno spazio confinato successivo al completo esaurimento della sorgente che lo ha generato ed è causato dalle riflessioni multiple sulle superfici che delimitano l’ambiente stesso.

5 – Obiettivo confort

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Obiettivo comfort

Engineer Alberto Asquini
Department of Energetics and Machines
University of Udine

Comfort: in italiano confort, dal tardo latino “confortare”, significa agio, comodità ed è riferito ad attrezzature o a servizi che possono determinare tale stato di benessere. Promuovendo una progettazione contemporanea responsabile che riporti al centro l’essere umano e le sue esigenze, si contribuisce al comfort ambientale e si compie un’azione sociale.

Non deve sorprendere che l’architettura greca, e in seguito quella romana, abbia prodotto esempi illustri ed ineguagliati di strutture in cui la fruizione e comprensione dei messaggi sonori, siano essi di origine vocale o strumentale, risultino ottimali. Tuttavia la progettazione di questi ultimi era basata sostanzialmente sull’esperienza pregressa e sull’empirismo, e i fondamenti teorici, o presunti tali, erano costellati di non poche credenze erronee. Anche la scelta dei materiali da impiegare per tali opere era condizionata da questo approccio e non è un caso che la ripartizione di derivazione vitruviana che li divideva in tre classi (molli o fonoassorbenti, come i tessuti; elastici o risonanti, come il legno; duri o non risonanti, come la pietra), seppur viziata da gravi errori concettuali, abbia resistito fino al secolo XIX. Per vedere gettate le basi di una scienza rigorosa nell’accezione moderna del termine, si è dovuto attendere che ad un giovane e sconosciuto professore di fisica dell’Università di Harvard venisse affidato un incarico del tutto particolare. Il fatto che molti suoi colleghi con più esperienza avessero rifiutato in precedenza tale compito, potrebbe essere indizio di quanto la situazione giocasse a suo sfavore per un successo finale. La storia, invece, ci racconta che quel giovane di nome Wallace C. Sabine, mosso dall’entusiasmo e dalla sua vivace intraprendenza, diede impulso ad una disciplina cui avrebbe dedicato anima e corpo per molti anni a seguire. All’interno del Fogg Museum, inaugurato a Boston solo pochi anni prima, si trovava una capiente aula per le lezioni. Peccato che, a detta di tutti i professori che ebbero l’occasione di utilizzarla, le parole che vi venivano pronunciate andavano sovrapponendosi l’una all’altra in una cacofonia che limitava in maniera drastica la comprensione di qualsiasi discorso.
Pur con una scarsa esperienza sull’argomento, Sabine si prodigò per capire cosa rendesse singolare tale sala rispetto ad altre ritenute acusticamente adeguate. Casualità poi volle che proprio nelle vicinanze del Fogg Museum si trovasse il Sanders Theater, la cui risposta, dal punto di vista dell’acustica, era giudicata all’epoca eccellente. Egli analizzò scrupolosamente in un confronto diretto le caratteristiche geometriche dell’una e dell’altra sala, nonché focalizzò le sue attenzioni sulle proprietà dei materiali che erano stati utilizzati al loro interno per le finiture. Pare di vederlo quest’uomo sottile percorrere a passo svelto le strade buie di una ricca e addormentata Boston durante fugaci sortite notturne e trasportare, aiutato dai suoi giovani assistenti, le sedute imbottite, i cuscini e i tessuti del Sanders Theater all’interno dell’aula del Fogg Museum. Qui, munito solo del suo buon orecchio, di un cronometro e di un organo a canne con un serbatoio d’aria compressa come fonte sonora, effettuare poi migliaia di scrupolose misure del tempo richiesto, affinché le singole note così generate, diventassero appena udibili, registrando ogni piccola variazione in funzione del numero di cuscini introdotti. Quindi alle prime luci dell’alba, ripercorrere a ritroso quelle stesse strade per far ritrovare tutto perfettamente al proprio posto, il mattino seguente, alla ripresa delle lezioni che lì vi si sarebbero tenute. La semplicità del metodo approntato da Sabine, potrebbe facilmente far dubitare sulla validità dei risultati ottenuti. Sebbene le misurazioni da lui condotte fossero largamente poco accurate se confrontate agli standard attuali, tuttavia esperimenti successivi, condotti da grandi nomi della storia dell’acustica architettonica (Carl F. Eyring e Manfred R. Schroeder su tutti) hanno confermato come la strada tracciata fosse corretta.
Ciò che egli andava cercando e, di fatto, ottenne, attraverso i suoi rilevamenti sperimentali, era un parametro che esprimesse l’acustica della sala in termini quantitativi, non più meramente qualitativi com’era accaduto fino allora.
Le sue osservazioni lo portarono a formulare una relazione che esprime uno dei descrittori più importanti nella valutazione dell’acustica di un ambiente: il tempo di riverberazione. D’un tratto, e in un colpo solo, la sensibilità dell’orecchio dell’ascoltatore cessa di essere arbitrario ed unico strumento e metro di giudizio, pur preservando il suo ruolo privilegiato. Bisogna però riconoscere come, nonostante sia passato più di un secolo da allora, alcuni concetti basilari quali la stessa riverberazione, la trasmissione sonora o l’assorbimento acustico non siano ancora stati adeguatamente assimilati. Alla stregua dei tempi antichi in cui principi spesso fallaci guidavano la mano dei progettisti architettonici, non è insolito imbattersi in situazioni in cui vengono commessi errori macroscopici e grossolani. Quasi che le notti passate da Sabine a trasportare cuscini ed effettuare misurazioni fossero state vane! In realtà non è sempre così, tanto più che questa svolta induttiva nell’approccio scientifico ha aperto la via alla ricerca dei metodi e dei materiali più efficaci atti a trattare acusticamente gli spazi confinati. Il loro utilizzo consente di controllare e modificare a piacimento la riverberazione, al fine di garantire condizioni ottimali di utilizzo degli ambienti: il comfort acustico diviene obiettivo perseguibile nell’ambito progettuale.

È vero che a tutt’oggi sfogliare il catalogo tecnico di un prodotto o materiale con doti di assorbimento acustico, significa fronteggiare informazioni che, esclusi gli addetti ai lavori, solo poche persone sono in grado di leggere e decifrare. Le proprietà assorbenti dei materiali vengono quantificate attraverso il coefficiente di assorbimento acustico α (alfa). Ma cosa rappresenta quest’ultimo? Esso è definito come il rapporto tra l’energia sonora assorbita e l’energia incidente. Il suo valore numerico può quindi variare tra zero, nel caso in cui tutta l’energia sia riflessa, e uno, nel caso in cui tutta l’energia sia assorbita dal materiale. Dati sperimentali superiori all’unità che alle volte è possibile incontrare, oltre a non avere dignità fisica poiché esulano dalla definizione stessa di assorbimento, sono da spiegarsi con condizioni di misura in campo sonoro non sufficientemente diffuso, ossia in situazioni in cui vengono a cadere le ipotesi formulate da Sabine per la validità dell’espressione da lui proposta per il calcolo del tempo di riverberazione. Il principio fisico che regola il fenomeno dell’assorbimento acustico riguarda la conversione di parte dell’energia incidente in calore. È tuttavia noto come questa si esplichi secondo meccanismi e modalità differenti a seconda della tipologia e della morfologia dell’elemento assorbente. Si è soliti parlare, in effetti, di assorbimento per porosità, per risonanza di membrana o per risonanza di cavità. Poiché solitamente l’assorbimento acustico viene rappresentato in forma grafica attraverso una curva in cui è riportato il valore di α (alfa) nelle singole bande di terzo d’ottava, comprese indicativamente nel campo tra 100 e 5.000 Hz, è interessante riconoscere come ad ognuno di questi meccanismi corrispondano tracciati molto dissimili tra loro, sia per forma che per posizionamento lungo l’asse delle frequenze (fig. 1)

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fig. 1 Curve caratteristiche dei differenti meccanismi di assorbimento.

Con materiali porosi (fig. 2-3) s’intende tutta quella famiglia che comprende, ad esempio, lane minerali, lane di vetro, schiume poliuretaniche, feltri, o materassi di fibra poliestere la cui prerogativa è quella di possedere una struttura cosiddetta a celle aperte, ossia appoggiandoci sopra la bocca vi si può tranquillamente soffiare attraverso come in uno strumento a fiato, sia esso un flauto o una tromba.

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Per compiere tale azione è però richiesto un certo sforzo polmonare che può essere più o meno intenso in relazione a quella che è l’orditura del materiale. Esso è in altre parole in grado di offrire una determinata resistenza al passaggio dell’aria e quanto più tortuoso e difficoltoso è il percorso che questa deve compiere per attraversarlo, tanto maggiore sarà l’energia dissipata per effetto dell’attrito che si genera nel contatto tra le molecole d’aria in movimento e le fibre del materiale stesso.
La loro natura si manifesta in particolar modo alle medie ed alte frequenze, dove spessori anche sottili di materiale risultano estremamente e sensibilmente efficaci. Viceversa per ottenere gli stessi risultati anche alle basse frequenze, bisognerebbe utilizzarli in spessori considerevoli, il che, unito alla possibilità di rilascio di fibre, alla scarsa resistenza superficiale e spesso al cattivo comportamento al fuoco, li rende poco adatti all’utilizzo all’interno degli ambienti di vita se non in abbinamento con un rivestimento adeguato. L’assorbimento per risonanza di membrana prevede, invece, un sistema costituito da un pannello sottile posizionato ad una certa distanza da una parete rigida. Un tale dispositivo, quando investito da un’onda sonora, viene messo in vibrazione e l’aria presente nell’intercapedine subisce compressioni e rarefazioni periodiche, comportandosi come una sorta di molla acustica. In questo caso la risposta del sistema sarà abbastanza selettiva, nel senso che il pannello tende ad assorbire molta energia in prossimità di una frequenza di risonanza propria, posizionata nel campo delle basse e che dipende dalle sue caratteristiche intrinseche (geometria e materiale), mentre tende a rifletterla quasi completamente altrove (fig. 4).

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Un analogo schema regola anche il funzionamento dei risuonatori a cavità, noti anche come risuonatori di Helmholtz. Questi dispositivi sono caratterizzati da una massa d’aria all’interno di una cavità dalle pareti rigide, messa in comunicazione con l’ambiente esterno attraverso un’apertura di dimensioni ridotte che funge da collo del risuonatore. In questo caso la massa vibrante non è rappresentata da un elemento materiale in senso stretto, come nel caso precedente, ma dall’aria all’interno del collo, mentre l’aria nella cavità funge ancora da molla acustica e quindi da agente dissipatore. Quali bottiglie che soffiando all’apertura del loro collo producono un tono caratteristico, che differisce a seconda della forma e della dimensione, così i risuonatori di Helmholtz producono un assorbimento molto selettivo nell’intorno della frequenza propria di risonanza (fig. 5).

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Tipicamente questa si colloca tra 50 e 400 Hz ed è in funzione del volume della cavità e della geometria del collo. È curioso notare come, a quanto riporta Vitruvio nel suo De Architectura, già nei teatri greci fossero stati realizzati dispositivi simili. Sotto i sedili degli spettatori, infatti, sono state trovate cavità di diverse dimensioni, atte a contenere vasi in bronzo o terracotta detti echeia la cui funzione, secondo la credenza del tempo, era quella di supportare la voce degli attori incrementando il tempo di durata delle note su cui erano accordati. Studi abbastanza recenti condotti su ricostruzioni di tali vasi hanno dimostrato che questi sono in grado di prolungare il tempo di riverberazione alla propria frequenza di risonanza solo di qualche decimo di secondo, un tempo troppo ridotto quindi per giustificarne l’utilizzo con questa finalità. D’altra parte questo spunto è stato sicuramente utile per capire che, se progettati in modo da prevedere elevate perdite all’interno della cavità, magari rivestendo l’interno con del materiale poroso, i vasi si prestavano egregiamente all’utilizzo opposto, ossia ad assorbire il suono piuttosto che a rinforzarlo. Al giorno d’oggi un’applicazione comune in cui trova espressione il principio dei risuonatori è rappresentata dai pannelli acustici forati, elementi solitamente lignei in cui sono praticati fori o fessure. Tali pannelli vengono posti in opera ad una certa distanza dalla parete di supporto, inserendo generalmente uno strato di materiale poroso nell’intercapedine. Questi rappresentano, al momento, una delle soluzioni d’intervento più indicate nei luoghi in cui la riverberazione eccessiva rappresenta un problema. Che ci si trovi dentro un teatro, un ristorante o un ufficio questa non può essere di detrimento alla comprensione dei messaggi sonori che vi circolano all’interno e tanto meno deve interferire negativamente sulla psiche umana sotto forma di disturbo o di vero e proprio fastidio. La spiegazione della loro diffusione sempre più capillare è legata perciò alla crescente sensibilità ed attenzione che il senso comune attribuisce al benessere della persona in senso globale. Patt, azienda del gruppo Fantoni, sta compiendo uno sforzo importante in questa direzione proprio per dare una risposta alla forte richiesta di nuove proposte e soluzioni.

Forte della stretta collaborazione con l’Università degli Studi di Udine, ha intrapreso un percorso il cui primo risultato tangibile è stata la realizzazione di una Camera Riverberante, una struttura che attualmente rappresenta anche l’unico strumento internazionalmente riconosciuto che permette la valutazione delle proprietà di assorbimento acustico di un materiale. Lo standard internazionale ISO 354 fornisce, infatti, una serie precisa e molto dettagliata di parametri e prescrizioni che toccano, in primo luogo, le caratteristiche fisiche dell’ambiente di prova: volume, proporzioni e finitura delle superfici.
Ne risulta una geometria essenziale fatta di piani perfettamente lisci che delimitano un volume di poco superiore ai 200 m3 in cui l’assenza di parallelismi e simmetrie è dettata dalla necessità di distribuire al suo interno le riflessioni delle onde sonore in maniera quanto più uniforme possibile. Per contro nessuna parola viene spesa su eventuali caratteristiche dell’impianto strutturale, lasciando così piena discrezionalità al progettista. La struttura leggera in profilati d’acciaio rivestita con strati multipli di pannelli in fibra di legno rappresenta una peculiarità della camera riverberante della Patt che la contraddistingue rispetto ad analoghe strutture che solitamente sono realizzate con setti continui in cemento armato. Volendo fare un paragone ancorché azzardato, si è trattato di ricreare il corrispettivo di quell’aula in cui più di un secolo fa in mezzo a drappi di tessuto e mucchi di cuscini vide i natali l’acustica architettonica per mano di Sabine. Naturalmente, al di là dell’aspetto, la differenza più marcata rispetto ad allora interessa gli strumenti di misura impiegati, che hanno subito un logico aggiornamento: l’organo a canne è stato sostituito da una sorgente sonora omnidirezionale, ossia che genera fronti d’onda sferici, mentre all’orecchio si è sostituito un apparato di acquisizione dotato di un microfono ad alta sensibilità e di uno strumento elettronico per l’elaborazione dei dati. La continuità viene perpetuata invece nel metodo di misura che è rimasto pressoché invariato nella sua apparente semplicità: si tratta di effettuare la misura del tempo di riverberazione all’interno della camera con e senza il campione di materiale in esame. I dati così ottenuti, elaborati attraverso la formula di Sabine, permettono quindi di attribuire un valore numerico al coefficiente α (alfa) al variare della frequenza. La ISO 354 introduce in tal senso dei vincoli procedurali mirati a minimizzare l’incertezza sui risultati. Così oltre a stabilire il quantitativo di materiale da introdurre all’interno della camera riverberante, compreso tra 10 e 12 m2 circa, impone un numero minimo di punti di acquisizione del tempo di riverberazione che siano tra loro indipendenti, ossia un numero di configurazioni spaziali del binomio sorgente-microfono almeno pari a 12. Viene sottolineata, infine, la fondamentale influenza che la modalità di installazione del materiale ha nella determinazione del coefficiente di assorbimento, motivo per cui la cura dei dettagli in fase di allestimento della prova dev’essere pari se non superiore a quella richiesta nell’esecuzione della prova stessa. Tanto più che i risultati che si ottengono sono indissolubilmente legati al materiale impiegato, ma anche e soprattutto alla particolare configurazione di montaggio adottata: uno stesso elemento assorbente testato ricorrendo a due differenti allestimenti darà, infatti, sempre luogo a curve di fonoassorbimento ben distinte.
L’importanza di uno strumento di ricerca così raffinato e delicato appare perciò evidente se si pensa che rende possibile il confronto sistematico di tutti i materiali esistenti nelle più disparate applicazioni e allo stesso tempo diviene indispensabile nello studio e nello sviluppo di nuovi. Questo non è che un primo passo, benché basilare. D’altra parte il comfort acustico di uno spazio confinato nasce prima che in un laboratorio, nella mente stessa di chi elabora il progetto, nelle cui mani devono convergere la consapevolezza e la responsabilità che i dati forniti dalla ricerca si tramutino in materia e forme appropriate alla definizione degli spazi.

6 – Centro Ricerche Fantoni

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Inaugurato nel 1996 con la volontà di creare un sito dedicato allo sviluppo dell’attività progettuale, strategica e di comunicazione del gruppo Fantoni, è il luogo della raccolta delle idee e della verifica sulla loro fattibilità: un laboratorio d’innovazione dove l’indagine sui materiali nuovi non dimentica mai le esigenze del progetto contemporaneo che disegnando “olisticamente” il benessere collettivo, si impegna a restituire luoghi del vivere dove design, estetica, etica, memoria e conoscenza, si intrecciano efficacemente.

7 – Acoustic panelling area

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Acoustic pannelling area

“Troppo spesso l’acustica è subordinata alla forma e il suo raggio d’azione parzializzato al solo intervento sui materiali. La progettazione acustica non può prescindere dal dato architettonico e viceversa”. Marco Valerio Masci “Voci e silenzi nell’Auditorium di Roma” AR1, rivista a cura dell’Ordine degli Architetti di Roma.

La divisione AP – Acoustic Panelling della Patt è riconosciuta nel mondo per la produzione di prodotti fonoassorbenti, in virtù di un costante impegno nella ricerca e nella produzione dei materiali migliori che rispondano alle esigenze della progettazione contemporanea. I sistemi fonoassorbenti sono installati per modificare e migliorare le caratteristiche acustiche di un ambiente, calibrando le prestazioni di fonoassorbenza sulle diverse destinazioni d’uso. I pannelli  Climacustic e Acoustic Brick, le pareti Stillwall, i controsoffitti 60×60 e 60×120, rappresentano una perfetta combinazione tra tecnologia ed estetica con elevate prestazioni acustiche e di comfort climatico-ambientale, che associate a materiali salubri e pregiate finiture, rendono l’ambiente funzionale e contemporaneo. Tali sistemi presentano inoltre una grande molteplicità di soluzioni per risolvere le esigenze di qualsiasi spazio migliorandone la qualità per il benessere comune. Oggi, infatti, un progetto responsabile deve prevedere di fare convivere in armonia il design con la funzionalità, basarsi sui principi dell’etica non dimenticando l’estetica e crescere sempre nel segno dell’innovazione. AP – Acoustic Panelling è il sistema che meglio rappresenta l’impegno costante del gruppo Fantoni a porre al centro della progettazione l’essere umano e il suo benessere. E il risultato si può sentire, dal vivo, nei luoghi dove AP – Acoustic Panelling con silenziosa eleganza lavora, dominando il riverbero e restituendo suoni nitidi ma corposi per tutte le orecchie del mondo: l’armonia dei suoni della Patt-gruppo Fantoni.

scrittaclimacustic

climacoustic

Climacustic è un sistema modulare per il rivestimento d’interni (a parete e soffitto) che coniuga l’efficacia di un impianto di climatizzazione radiante a circolazione di fluido con le elevate prestazioni dei pannelli fonoassorbenti delle serie 60×60, 60×120 System e Letwood (designer: Samer Chalfoun). Riscaldare o raffrescare un ambiente diventa più semplice, rapido e conveniente, se si considera che il sistema ad irraggiamento adottato garantisce alta resa con bassi consumi, possiede inerzia limitata e anche in caso di manutenzione richiede interventi non invasivi in quanto ogni singolo elemento radiante risulta totalmente ispezionabile. Il sistema radiante agisce senza movimentazione d’aria, evitando stratificazioni di temperatura e sospensione di polveri, per ottenere così una sensazione di comfort sia termico sia acustico. La sua modularità e la sua flessibilità d’utilizzo diventano strumenti capaci di rispondere alle più moderne esigenze di progettazione integrata.

scrittaAkustikbrik

Acousticbrik

Acoustic Brick nasce dall’esigenza di diversificare l’offerta di un prodotto altamente richiesto per le qualità intrinseche di fonoassorbenza, che solo in pochi casi tuttavia trova un perfetto connubio con le esigenze estetiche: l’analisi di alcuni ambienti a forte impatto visivo hanno portato la Patt a concepire un nuovo tipo di installazione interna che curiosamente rievoca la struttura delle pareti esterne in mattoni facciavista degli edifici. La funzione di fonoassorbenza di Acoustic Brick determinata dalla fresatura orizzontale si sposa armoniosamente con l’effetto estetico che, soprattutto nelle dimensioni ampie, è dirompente: una parete di mattoni che ad un’analisi più attenta si rivela essere un prezioso materiale, caldo e invitante.

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Stillwall

Stillwall è un sistema di pannelli modulari fonoassorbenti progettato per il rivestimento di pareti. La superficie opportunamente forata ed i raffinati materiali offrono un pregevole effetto estetico unitamente ad elevato assorbimento delle onde sonore. La struttura portante ad incastro consente un montaggio rapido e funzionale; Stillwall può essere attrezzato con mensole e altri accessori grazie ad un apposito profilo con scanalatura sagomata. Alle notevoli caratteristiche estetiche si affiancano naturalmente le alte qualità tecniche: realizzato come gli altri prodotti con pannelli MDF a bassa emissione di formaldeide (classe E1), Stillwall è disponibile anche in versione ignifuga. Resistente all’umidità, ai graffi e agli urti, può fornire un ottimale isolamento termico inserendo uno strato di espanso o fibra fra parete e pannello.

60 x 60 / 60 x 120

60x60

60×60 è un controsoffitto a moduli quadrati, disponibile in diverse tipologie di foratura – a seconda il grado di assorbimento necessario – e in due tipologie di profilo, piatto o scanalato. Nel 2004, 60×60 è stato insignito del prestigioso Premio Costruire per gli aspetti innovativi, la funzionalità e l’estetica che lo contraddistinguono. La varietà delle finiture e la possibilità di realizzare il pannello con fresatura ad onde dal grande impatto visivo permettono di aggiungere un tocco di personalità all’ambiente. Il controsoffitto 60×120 rappresenta l’evoluzione del precedente, ne accresce ulteriormente le già elevate prestazioni di fonoassorbenza e lancia una sfida svincolandosi dal tradizionale modulo quadrato che il mercato generalmente richiede. Il prodotto è tecnicamente molto avanzato grazie anche ad un nuovo sistema robotizzato recentemente inserito dall’azienda che permette di realizzare l’incastro a scomparsa favorendo ulteriormente l’impatto estetico del prodotto posato.

8 – Projects

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projects

Alcuni dei nostri progetti

hospitality

universitaBologna

Uno degli auditoria più spettacolari in Italia: il committente, oltre a richiedere un radicale miglioramento dell’acustica, intendeva attribuire all’ambiente l’aspetto della cassa armonica del violino. Al fine di ottenere queste forme il soffitto è stato realizzato con due elementi curvati laterali e un piano inclinato centrale che li incontra formando particolari geometrie.

Valencia-Auditorium

L’esigenza di attribuire alle superfici di soffitto e pareti il massimo dell’uniformità ha portato all’individuazione di alcuni accorgimenti tecnici tali da favorire l’assorbimento e il mascheramento delle dilatazioni tipiche dei materiali legnosi. A ciò si aggiungono le preziose qualità estetiche dell’effetto curvato.

MarcoBiagi-Modena

La prestigiosa realizzazione è caratterizzata da un gioco di geometrie variabili determinato da pannelli mobili motorizzati, una sorta di doppia pelle che riveste le pareti laterali della platea. Sono circa 1.200 i metri quadri di materiale composto da doghe, pannelli ciechi, e pannelli fresati, fissati a rivestimento di tutte le pareti perimetrali della sala, a controsoffitto ed in dettagli tecnici singolari, come la cosiddetta “conchiglia del palco” ed i pannelli rotanti. Il raccordo tra la parete del palco, la curvatura della conchiglia e quindi il controsoffitto a diverse alzate è privo di interruzioni visive e si legge quasi come una vela continua ma ritmata, in movimento.

MuseoCaracas

L’intervento di condizionamento acustico è stato successivo alla ristrutturazione dell’importante complesso architettonico del museo di Arte Contemporanea che si articola su cinque piani e rappresenta uno dei primi esempi di applicazione dell’acustica architettonica e di valorizzazione del benessere acustico negli ambienti ad alta frequentazione. La multifunzionalità e le ampie dimensioni di questo auditorium hanno richiesto un intervento capillare su tutte le superfici sulle quali si poteva operare.

oceanographicValencia oceanographicValencia1

Realizzazione di grande valenza architettonica e primo di una serie di lavori all’interno della Città delle Arti e delle Scienze progettata da Santiago Calatrava, l’auditorium del Mar Rosso ha richiesto un intervento importante al fine di ottenere un’acustica perfetta: oltre a rivestire completamente le pareti laterali e di fondo posizionato verticalmente, alcuni speciali accorgimenti sono stati presi per il rivestimento di colonne e finestre interne. Anche la zona sotto il palco è stata internamente rivestita per offrire un’immagine di continuità di superficie e accrescere maggiormente l’effetto di assorbimento acustico.

BaluardoCittadella

Il carattere storico dell’edificio, i materiali presenti e la sua architettura determinavano originariamente un riverbero di oltre cinque secondi! Al fine di adempiere alle norme che regolano gli interventi in manufatti storici tutelati, si è ideato un sistema di zattere sospese nel vuoto, di dimensioni differenti, ancorate alle volte mediante cavi e morsetti in acciaio, a tre diverse quote e in parte sovrapposte le une alle altre. Il risultato plastico e scultoreo lascia percepire pienamente la struttura del soffitto, dinamizza un volume comunque rigido e formale e soprattutto abbatte eccezionalmente il problema del riverbero. Le “nuvole” perpendicolari agli ingressi accentuano il tracciato a terra (conservato) di elementi in granito.

AirportPrague

La realizzazione rappresenta uno degli esempi più significativi di attenzione al benessere acustico negli spazi dai grandi volumi. La doppia altezza, l’utilizzo di materiali riflettenti e l’alta frequentazione degli ambienti hanno indotto il progettista a sviluppare uno studio acustico adeguato che tenesse conto anche della valenza estetica e del carattere contemporaneo dell’edificio.

OmikronGroup

L’esigenza del committente di una copertura totale di tutte le superfici ha rappresentato tecnicamente una grossa sfida poiché le applicazioni hanno richiesto la personalizzazione specifica di ogni pannello (circa 500 pezzi in 400 misure diverse). Le proprietà fonoassorbenti dei rivestimenti Stillwall si alternano con boiserie liscia in materiale ligneo dall’alta valenza estetica al fine di ottenere una totale uniformità della pannellatura priva di interruzioni visive che si legge come un linguaggio contemporaneo dall’alto valore espressivo.

CasadelJazz

Un’istituzione concepita come centro multifunzionale per incontri e attività musicali, un’opera di ristrutturazione imponente che richiede numerosi accorgimenti tecnici per il miglioramento delle prestazioni sonore dell’auditorium nell’edificio centrale. Le pareti vengono rivestite di pannelli fonoassorbenti con fresature orizzontali e il soffitto con pannelli pieni tagliati su misura, lavorando soprattutto sul rivestimento dei dettagli come imbotte finestre.

DuomoNogaro

Importante intervento di bonifica acustica su un progetto architettonico a parallelepipedo degli anni ’50 caratterizzato da un fortissimo riverbero. Determinante l’analisi della posa del materiale che doveva assolutamente porsi in armonia con le norme che spesso regolano la natura degli interventi in manufatti storici e considerare le esistenti forme decorative. L’effetto è stato mitigato dall’utilizzo del materiale con diversi tipi di fresature che hanno permesso di creare anche maggior movimento delle superfici.

EniRestaurant EniRestaurant2

Poiché il progetto della mensa si sviluppa su un’area piuttosto vasta tradizionalmente deputata ad un momento conviviale, il valore di una comunicazione corretta è fortemente percepito dalla committenza che interviene acusticamente individuando il pannello  come prodotto fondamentale e curvandolo a soffitto a ottenere un maggiore impatto visivo. Anche le pareti divisorie delle varie aree sono rivestite dello stesso materiale a rafforzare ulteriormente l’intervento acustico.

VisaVis

Caratteristica principale di questo ristorante affacciato sul mare è la fortissima attenzione della proprietà all’acustica dell’ambiente che l’ha portato ad essere uno dei primi ristoranti in Italia a ottenere la certificazione di qualità acustica. NuovoTeatroGallarate

Ristrutturazione prestigiosa quella del teatro ora dedicato a Vittorio Gassman che ha ospitato le più importanti compagnieIl Teatro della Gioventù subisce in fase di ristrutturazione un intervento di condizionamento acustico piuttosto importante che riguarda le varie superfici disponibili. Particolarità dell’intervento è la posa delle doghe in verticale che offre un interessante effetto visivo, nonché un’insolita lavorazione delle doghe sul fondo della sala che favorisce l’illusione di un’unica parete.nazionali e che trova ora una collocazione come spazio polifunzionale moderno, pur nel rispetto di alcuni particolari architettonici ottocenteschi. Particolarmente accurato lo studio acustico che ha previsto l’uso di pannelli  determinando una certa irregolarità delle superfici, movimentandone la geometria con piani fatti a cassettoni sporgenti e rientranti. L’intervento anche sul fronte del palco contribuisce al raggiungimento dell’ottimale equilibrio acustico.

TeatroGioventuGenoa

Il Teatro della Gioventù subisce in fase di ristrutturazione un intervento di condizionamento acustico piuttosto importante che riguarda le varie superfici disponibili. Particolarità dell’intervento è la posa delle doghe in verticale che offre un interessante effetto visivo, nonché un’insolita lavorazione delle doghe sul fondo della sala che favorisce l’illusione di un’unica parete.

 TeatroTonioloMestre

La ristrutturazione del prestigioso edificio necessitava di una proposta architettonica rispettosa del contesto storico ma contemporaneamente capace di proporre un’estetica attuale. Non essendo possibile operare a soffitto, l’intervento acustico ha riguardato tutte le altre superfici. Rimarchevole l’estetica ottenuta per mezzo della curvatura del materiale che include in un abbraccio l’intera sala.

AeroportoTreviso

Uno degli esempi più significativi di bonifica acustica su spazi molto ampi: gli aeroporti rappresentano i luoghi ove è maggiormente percepibile l’inquinamento sonoro determinato dall’alto afflusso di persone e dalle enormi dimensioni delle aree comuni. L’intervento acustico ha quindi interessato la maggior parte delle superfici richiedendo una progettazione dettagliata al fine di rispondere alle esigenze impiantistiche e garantire l’ispezionabilità quasi totale pur senza ricadere su una tipologia a soffitto dove si leggesse la struttura portante.

EurostarRome

Il processo di modernizzazione di Eurostar/Trenitalia ha avuto come punto di partenza il comfort del viaggiatore. La lounge di Roma Termini rappresenta un ambiente raffinato, ove il design di grande impatto si unisce ad un alto contenuto tecnologico, un luogo deputato al relax in cui il benessere acustico assume un ruolo fondamentale. L’intervento con diventa quindi naturale ma strategico per ottenere il massimo comfort mantenendo l’altissimo valore estetico dell’ambiente.

Commercial

AlmoayyedTower

Il progetto acustico di questi uffici si è reso assolutamente necessario a causa dell’impiego di materiali di rifinitura fortemente riflettenti unitamente agli ampi spazi presenti. Superfici lucide come marmi prestigiosi e vetrate sul deserto determinavano infatti una cattiva acustica corretta: la versatilità del prodotto è stata messa a dura prova dalle richieste estetiche del progettista che hanno spinto a soluzioni tecniche estreme, come la forte curvatura del materiale per raccordare le diverse superfici.

DubaiBoneJointCenter

La realizzazione di questo ufficio situato al 50° piano delle Emirates Towers rappresenta il perfetto connubio tra la ricerca di un alto valore estetico e quella del benessere totale per il dipendente. L’esasperata attenzione al design e allo studio della cromia, affiancati alla purezza delle linee geometriche e alle proprietà fonoassorbenti  (il pavimento rialzato in vetro risulta essere molto riflettente), favoriscono un ambiente dal massimo confort: un progetto stimolato dalla convinzione che il design d’interni abbia un’influenza decisiva sulla motivazione e creatività del fruitore.

EffechemMilan

La sede prestigiosa di questa casa farmaceutica ha richiesto una progettazione complessa e uno studio meticoloso di ogni singolo dettaglio. Al fine di utilizzare al meglio gli spazi disponibili si è costruito un ufficio rialzato completamente rivestito al fine di assorbire il riverbero. La realizzazione rappresenta un ottimo esempio di attenzione della proprietà nei confronti del benessere complessivo dei collaboratori.

EsaFrascati

La prestigiosa realizzazione dell’ESA (European Space Agency) rappresenta uno degli esempi più significativi in cui tutti i prodotti della divisione AP – Acoustic Panelling trovano perfetta collocazione, contribuendo le caratteristiche di ciascuno al raggiungimento del risultato ottimale. La presenza del gruppo Fantoni è evidente nella conference room, nel Virtual Reality Theatre – centro deputato alla verifica in tempo reale dei mutamenti ambientali – nonché nella sala controllo (SSCC), il “cervello” della sicurezza, ambienti nei quali il valore della corretta percezione uditiva è fortemente sentito.

FerrovieNordSaronno

Centro di controllo per il movimento ferroviario nazionale, questa sala rappresenta un punto nevralgico e richiede quindi il massimo confort per gli operatori. La richiesta del committente di ottenere una perfetta acustica al fine di favorire la migliore comunicazione possibile ha favorito un uso ampio di pannelli fonoassorbenti applicati anche a soffitto con un gradevolissimo effetto curvo ottenuto per mezzo della lavorazione di ogni singola lamella.

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Progetto fin dall’inizio ambizioso: un’architettura importante dai grandi volumi, un forte inquinamento acustico determinato da un elevatissimo numero di visitatori e esercizi commerciali, una grande sfida del materiale: i 7.500 mq sono stati personalizzati nelle dimensioni e nella finitura e adattati alle esigenze tecniche di inserimento di elementi come bocchette antincendio e impianti di videosorveglianza.

Residential

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Sicuramente l’esempio più prestigioso di realizzazione in ambito residenziale, questa villa privata coniuga perfettamente esigenze altamente estetiche con richieste di miglioramento acustico. Per combattere il forte inquinamento acustico della hall d’ingresso determinato da una cascata d’acqua che scende dalle fibre ottiche.

Climacustic

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Climacustic riscalda:

Il sistema radiante all’interno del pannello permette di riscaldare l’ambiente in maniera più uniforme rispetto ai sistemi tradizionali, senza circolazioni d’aria dannose per la salute e con un fortissimo risparmio
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Climacustic raffresca:  

Lo stesso sistema radiante può essere utilizzato per raffrescare l’ambiente nei mesi più caldi, senza correnti d’aria e
sempre con un fortissimo risparmio di energia.

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Climacustic migliora l’acustica:

Primo pannello al mondo ad unire le funzioni di un sistema radiante e di un sistema fonoassorbente, Climacustic riduce l’inquinamento acustico e migliora il livello di comfort e comunicazione dell’ambiente.

 

Dalla ricerca Patt e del Gruppo Fantoni, una soluzione unica per risparmiare energia e migliorare la vivibilità di ogni
ambiente: tutto l’anno, in tutti i sensi.

Il pannello fonoassorbente:
É realizzato in MDF con finitura melamminica oppure verniciato a polveri.
La distribuzione del fluido termovettore:
Composto da un tubo in Pex-c con barriera ossigeno da 8 mm all’interno del quale circola il fluido termovettore.
La lamina di alluminio rende uniforme la distribuzione della temperaturasu tutta la superficie del modulo.
Lo strato isolante:
Per impedire la dispersione del calore irradiato, al pannello in MDF viene accoppiato uno strato isolante in polistirene.
Il benessere acustico:
A differenza dei tradizionali sistemi di climatizzazione, Climacustic migliora anche la qualità acustica degli ambienti, determinando un doppio comfort. Infatti, oltre a migliorare il livello di vivibilità grazie all’uniformità della temperatura ed alla quasi totale assenza di stratificazione termica, risolve in modo estremamente efficace un problema sempre più emergente: l’inquinamento acustico.

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Climacustic è un elemento fondamentale del progetto Natural Office Fantoni: un concetto esclusivo che unisce comfort termico, risparmio energetico, qualità del suono e design all’avanguardia.
Sentirsi bene per vivere meglio. Il benessere oggi è un’esigenza fondamentale, in qualsiasi spazio di vita e lavoro. Per
questo è nato Natural Office, un progetto sviluppato dal Centro Ricerche Fantoni e da Patt, per valorizzare tutti gli elementi che ci fanno sentire e vivere meglio in un ambiente: dal clima all’acustica, dall’estetica all’ecologia.
Guadagnare benessere, risparmiare energia.
Lo scopo di un impianto di climatizzazione è garantire il migliore livello di benessere per le persone, con il minore livello di inquinamento e di consumi. Il riscaldamento ed il raffrescamento radianti sono la soluzione ottimale per ottenere entrambi questi risultati. Climacustic unisce i vantaggi dei sistemi radianti con quelli di un pannello fonoassorbente: una risposta unica ed efficace a tutte le esigenze di oggi.
Climacustic: powered by Rhoss.
Il sistema Climacustic è collaudato e certificato da Rhoss R&D Lab: evoluti laboratori per test di sistemi radianti esistente in Europa, realizzato in collaborazione con l’Istituto di Fisica Tecnica dell’Università di Padova. I ricercatori Rhoss, in contatto con il mondo scientifico e accademico, sono costantemente al lavoro per ottimizzarne le prestazioni e raggiungere nuovi traguardi nel risparmio energetico.

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Climacustic aumenta il comfort acustico.

Una soluzione in armonia con ogni spazio.
La qualità acustica di un ambiente dipende dalla sua geometria, dal tipo di materiali al suo interno e dalla loro disposizione rispetto alle sorgenti sonore, dalla riverberazione del suono e dal livello del rumore di fondo.
Per la corretta progettazione acustica di un ambiente, è inoltre necessario definire la sua destinazione d’uso: sono infatti diverse le caratteristiche sonore di un teatro, un ufficio, un’aula scolastica, una palestra o un ristorante. In ogni caso, i segnali sonori al loro interno dovranno trasmettere il proprio messaggio, con pienezza di significato e perfetta definizione.

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Riverbero sotto controllo.

Spesso siamo immersi in un’atmosfera talmente densa di rumori da rendere molto difficile il dialogo con chi ci è di fronte.
Questo solitamente stimola ad alzare il volume della comunicazione, incrementando ulteriormente il livello di pressione sonora nell’ambiente. Per scongiurare questa situazione, il principale parametro da tenere sotto controllo è la riverberazione, ovvero la totalità del suono che continua a perdurare per un certo tempo nell’ambiente, anche quando la sorgente sonora ha cessato di emetterlo.

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Un suono pulito e definito.
I pannelli Climacustic contengono il tempo di riverberazione entro valori ottimali, in funzione del tipo di ambiente, garantendo un livello ideale di comunicazione e di comfortacustico.

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Fino al 30% di risparmio energetico.
Un solo impianto Climacustic riscalda e raffresca senza richiedere l’installazione in ambiente di terminali aggiuntivi per il riscaldamento invernale o il raffrescamento estivo.
Climacustic utilizza acqua ad una temperatura idonea ad elevare il rendimento di produzione dell’energia, garantendo un risparmio energetico anche del 30% sia nei mesi invernali che durante la stagione estiva con un benessere termico decisamente superiore rispetto ai sistemi tradizionali.
365 giorni all’anno di comfort acustico.
Climacustic migliora in maniera esponenziale la qualità acustica dell’ambiente, abbattendo i fastidiosi riverberi, senza dover installare nessun altro sistema fonoassorbente.

4akustik

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4akustik
Sistema fonoassorbente utilizzabile a parete e a soffitto, costituito da lamelle in MDF, nobilitate, laccate o impiallacciate. Le elevate performance nascono dallo studio della teoria dei risuonatori di Helmholtz e delladissipazione del suono per porosità. 4akustik unisce le più elevate performance di fonoassorbimento con i massimi livelli di salubrità e sicurezza. Il pannello rispetta infatti i severissimi parametri della certificazione giapponese “F4 stelle”, riferita al bassissimo contenuto di formaldeide secondo la normativa JIS, ed è certificato in classe B-s2,d0 (CE) per quanto riguarda la reazione al fuoco. La responsabilità ambientale ed etica sono, insieme alla ricerca funzionale ed estetica, i valori fondamentali di tutte le soluzioni Fantoni, e 4akustik rappresenta la sintesi più avanzata di questi principi. 4akustik è mappato LEED®.

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4akustik. Sistema di rivestimento “finito”, a parete e controsoffitto, ad elevate prestazioni acustiche per effetto di fonoassorbenza con risonatori di Helmholtz, porosità e membrana vibrante. Il sistema è realizzato per accostamento di pannelli a base di fibra di legno, con incastro “a secco” (senza ausilio di collanti o resine), qualità estetica a fresature parallele, senza soluzione di continuità. I pannelli a forma di lamelle con dimensione caratteristica di 4086x128x16 mm oppure quadrotte da 600×600/1200 mm sono ottenuti esclusivamente da lavorazione meccanica per asportazione di truciolo di MDF nobilitato melamminico o altre finiture a richiesta, basso contenuto di formaldeide E1 o privo di emissioni con classificazione F****. Le lavorazioni conferiscono caratteristiche geometriche con fresature parallele sulla superficie a vista, direttamente collegate a cavità cilindriche realizzate sulla faccia posteriore del pannello. L’unione del canale di fresatura con ogni singola cavità posteriore, costituisce un risonatore di Helmholtz. Le fresature a vista sono realizzate secondo una gamma dimensionale di larghezze e passi variabile: 9/2 (9 mm di superficie nobilitata piana e 2 mm di fresatura), percentuale effettiva di perforazione 6%; 14/2 percentuale effettiva di perforazione 7%; 13/3 percentuale effettiva di perforazione 12%; 28/4 percentuale effettiva di perforazione 7,5%. A diverse tipologie di fresatura e foratura posteriore corrispondono diverse prestazioni acustiche. Le caratteristiche dello spettro di fonoassorbenza dipendono inoltre dalle modalità d’installazione e dai materiali applicati nell’intercapedine retrostante al rivestimento AP. Sono disponibili i coefficienti di fonoassorbenza per tipologie e installazioni standard. La posa in opera del sistema sfrutta profili metallici rettilinei o curvi per superfici non piane, con tipica sezione “ad omega” (l 24 mm, h 18 mm), sui quali i pannelli vengono ancorati con particolari ed apposite piastrine metalliche stampate (l’intercapedine assume complessivamente 20 mm di profondità). Il sistema di rivestimento in opera, costituito da lamelle, mollette d’aggancio e profili omega, assume uno spessore complessivo di 36 mm, con una massa per superficie di circa 12 kg/m2. Il sistema di rivestimento è disponibile con classe di reazione al fuoco “B-s2,d0” secondo Eurocodice vigente e marcatura CE per i materiali da costruzione. I pannelli in fibra di legno possono evidenziare modifiche delle dimensioni geometriche proprie, secondo EN317.

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Una sequenza di semplici operazioni permette il montaggio a secco delle lamelle. L’utilizzo di viti e di clip a scorrimento garantisce una altrettanto semplice rimozione. Le lamelle restano così libere di muoversi, adattandosi al clima ed all’umidità ambientale.


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La posa a soffitto segue lo stesso schema di quello a parete. L’omogeneità della posa unita alla qualità della fabbricazione permettono di ottenere grandi superfici senza alcuna visibile interruzione della continuità del disegno.

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I profili in alluminio hanno forme e dimensioni studiate per adattarsi alle più comunin situazioni riscontrabili in cantiere. Si conformano perfettamente alla chiusura perimetrale di una porzione di controsoffitto, così come a definire in maniera elegante gli spigoli o a mascherare le interruzioni necessarie al naturale ciclo di dilatazione e contrazione del materiale. Tutti i profili sono realizzati in alluminio pressopiegato e personalizzabili sia nella forma che nel colore, in modo da sintonizzarsi con ogni esigenza di progetto.

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Risuonatori a cavità

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Uno schema regola anche il funzionamento dei risuonatori a cavità, noti anche come risuonatori di Helmholtz. Questi dispositivi sono caratterizzati da una massa d’aria all’interno di una cavità dalle pareti rigide messa in comunicazione con l’ambiente esterno attraverso un’apertura di dimensioni ridotte che funge da collo del risuonatore.
In questo caso la massa vibrante è rappresentata non da un elemento materiale in senso stretto, come nel caso precedente, ma dall’aria all’interno del collo, mentre l’aria nella cavità funge ancora da molla acustica e quindi da agente dissipatore. Quali bottiglie che soffiando all’apertura del loro collo producono un tono caratteristico, che differisce a seconda della forma e del volume, così i risuonatori di Helmholtz producono un assorbimento molto selettivo nell’intorno della frequenza propria di risonanza.
Tipicamente questa si colloca tra 50 e 400 Hz ed è funzione appunto del volume della cavità e della geometria del collo.
Un’applicazione comune in cui trova espressione il principio dei risuonatori è rappresentata dai pannelli acustici forati, elementi solitamente lignei in cui sono praticati fori o fessure, che vengono posti in opera ad una certa distanza dalla parete di supporto, inserendo generalmente uno strato di materiale poroso nell’intercapedine.
Questi rappresentano una delle soluzioni d’intervento più indicate nei luoghi in cui la riverberazione eccessiva rappresenta un problema. Che ci si trovi dentro un teatro, un ristorante od un ufficio questa non può essere di detrimento alla comprensione dei messaggi sonori che vi circolano all’interno e tanto meno deve interferire negativamente sulla psiche umana sotto forma di disturbo o vero e proprio fastidio.

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Sezione del risuonatore di Helmoltz nel 4akustik.

1. Collo del risuonatore
2. Risuonatore
3. Onda sonora
4. Onda sonora dissipata

Acustica architettonica

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Solitamente quando si parla di acustica degli spazi confinati ci si trova ad affrontare argomenti che possono risultare ostici a chi non è un tecnico o un addetto ai lavori, il che si traduce in interpretazioni spesso fantasiose.
Per sgomberare il campo da ogni tipo di dubbio partiamo dalla semplice considerazione di quali siano le caratteristiche di un ambiente confinato: si tratta di uno spazio dal volume ben definito racchiuso da una serie di superfici (6) di confine, non necessariamente piane.
Tali superfici possono essere opache (è il caso delle pareti in muratura, dei solai, ecc.) oppure trasparenti (finestre, pareti vetrate).
Analizzare l’acustica di un siffatto spazio richiede conoscenze complesse che vanno dallo studio delle caratteristiche della sorgente sonora che si vuole investigare, all’interazione del suono con le strutture che costituiscono l’ambiente, alla propagazione delle onde sonore all’interno di un volume che può risultare a seconda dei casi più o meno complesso.
Tutte queste linee di indagine naturalmente si intrecciano tra loro a fornire un quadro non sempre di facile lettura. Anche la posizione della sorgente sonora rappresenta una variabile non trascurabile nello studio dell’acustica architettonica: in tal senso dobbiamo qui distinguere i casi in cui essa si trova all’esterno (e quindi si valuteranno
aspetti legati al fonoisolamento), o all’interno del proprio volume confinato (in tal casosi parlerà di fonoassorbimento).

Scala dei livelli di pressione sonora (SPL) misurata in dB. Per evitare danni all’udito ad un maggior valore del livello sonoro dovrebbe corrispondere una minore esposizione.

Quando la sorgente sonora si trova all’interno dello spazio confinato che stiamo analizzando, ai fini della fruizione dello stesso non riveste importanza di cosa sono costituite le strutture di confine, quanto invece quali sono le loro caratteristiche superficiali. Dato per assodato che il mio volume sia adeguatamente isolato dai rumori provenienti dall’esterno, questo non implica che l’acustica al suo interno sia ottimale.
È esperienza abbastanza comune essersi trovati in un locale, magari un ristorante, in cui tutte le pareti in muratura sono semplicemente intonacate e non riuscire a comunicare nemmeno col proprio commensale a causa del brusio fastidiosoproveniente dagli altri tavoli.
Questo effetto è legato al fatto che il suono quando raggiunge un ostacolo viene solitamente riflesso all’indietro rimanendo all’interno della stanza ed incrementando il campo sonoro in termini di livello complessivo.
Naturalmente superfici diverse hanno comportamenti diversi in relazione a questo fenomeno: quindi così come la piastrella di marmo o il calcestruzzo riflettono la quasi totalità del suono che viene ad incidere su di essi, altri materiali ne riflettono invece solamente una frazione.
Si parla in questo caso di fonoassorbimento.
I materiali classificati come fonoassorbenti sono in grado di dissipare parte dell’energia acustica che li investe attraverso dei meccanismi fisici . Questa loro peculiarità viene valutata attribuendo un coefficiente di fonoassorbimento tramite delle prove in laboratorio che altro non è che un numero puro (compreso tra 0 e 1) che fornisce in termini percentuali la capacità di assorbire e quindi non rimettere in circolo all’interno dell’ambiente il suono.

La qualità acustica

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La qualità acustica è un elemento fondamentale nella progettazione degli ambienti e dipende principalmente dalla loro geometria, dal tipo di materiali presenti al loro interno e dalla loro disposizione rispetto alle sorgenti sonore, dalla riverberazione del suono e dal livello totale del rumore di fondo.
D’altra parte per una corretta progettazione acustica di un ambiente è necessario definire a priori la destinazione d’uso per cui esso verrà impiegato. Differenti sono infatti le caratteristiche che deve possedere un teatro rispetto ad un auditorium, un ufficio rispetto ad un’aula scolastica, ad una palestra o ad un ristorante. Ciò che invece li dovrebbe
accomunare è il fatto che i segnali sonori che si propagano al loro interno possano trasmettere a chi li ascolta con pienezza di significato e perfetta definizione il messaggio di cui si fanno carico, sia che si tratti di un brano musicale che di una comunicazione verbale. Non è inusuale trovarsi in locali ed essere immersi in un’atmosfera talmente densa di rumori da rendere molto difficoltoso qualunque scambio d’opinione con chi ci è di fronte. Questa condizione solitamente stimola ad alzare i toni della comunicazione con l’obiettivo di ripristinare un livello accettabile di intelligibilità, contribuendo ad incrementare ulteriormente il livello di pressione sonora generale nell’ambiente in una escalation senza fine. Onde scongiurare situazioni di questo tipo, il principale parametro da controllare per garantire un’acustica corretta è la riverberazione, intesa come la totalità del suono che, pur avendo la sorgente sonora cessato di emettere, continua a perdurare per un certo intervallo di tempo nell’ambiente. Il decadimento di questa ‘coda sonora’ può essere quantitativamente descritto attraverso il ‘tempo di riverberazione’, che è inversamente proporzionale all’assorbimento acustico totale dell’ambiente. Pertanto l’applicazione di materiali fonoassorbenti permette di abbassare e contenere questo tempo entro valori ottimali in funzione del tipo di utilizzo previsto, garantendo l’impressione di un ambiente acusticamente asciutto e ben definito, condizione imprescindibile per garantire un livello di comunicazione ideale e di conseguenza un comfort elevato.

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